Andrea Marchesini

La biografia e le opere in vendita dell'artista astratto

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Andrea Marchesini

La biografia e le opere in vendita dell'artista astratto

Nato nel 1973 nel vicentino, Andrea Marchesini frequenta la scuola d'arteMorley College a Londra dove espone nel 1995. Dopo una serie di mostre e fiere in alcune delle più importanti città europee e italiane, da Roma a Dublino, l'artista è presente ora a Milano con una serie di opere segnate da una pittura fortemente materica.




Chi è Hyde?

Perché Andrea Marchesini si firmaHyde?

Hyde è il suo lato creativo, un lato nascosto che si rivela attraverso il gesto artistico. Hyde prende il sopravvento e guida l'artista verso la sua vera essenza espressa attraverso composizioni piene di colore folgorante, piene di materia densa, piene di energici segni.

 

Andrea Marchesini è un pittore vicentino che, dopo aver maturato importanti esperienze di vita, ha trovato nell’espressione artistica la ragione prima della sua esistenza. Figlio d’arte naturalmente dotato, per sua stessa educazione e formazione ha capito il senso profondo dell’azione creativa. L’arte attraverso gli occhi si dirige allo spirito ma il suo linguaggio è uno straordinario documento di conoscenza e di comunicazione. Direttamente connessa con la vita, essa è capace più delle parole di esprimere il pensiero nei suoi diversi stadi, inclusi i livelli più profondi, dove ancora non ha preso forma. L’arte come la vita è influenzata dal modo di relazionarsi con gli altri, ma rifiuta convenzioni e schemi che contrastino con la libera espressione, non accetta condizionamenti esterni che ne limitino le prerogative, allontana preoccupazioni di carattere estetico e morale. La presenza in alcuni centri dell’arte italiana ed europea ha permesso al giovane Marchesini di aprire i suoi interessi verso un mondo culturale aperto a innovative proposte, per ricercare nuove soluzioni senza mediazioni intellettualistiche. Ma il suo lavoro non si basa sul sentimento del vuoto, risente delle conquiste fatte da alcuni protagonisti dell’arte europea del Novecento accomunati dall’idea di creare un’arte libera e nuova. Certo, nelle soluzioni da lui proposte vi è un coinvolgimento personale con la materia pittorica, segnato da turbamenti esistenziali, da improvvise folgorazioni. Informale, Tachisme, Art autre, Abstraction lyrique, Spazialismo, Nuclerismo sono tutti movimenti rivisitati alla luce di una nuova temperie storica e di una diversa disposizione individuale. Personalità singolari come Basquiat o fenomeni diffusi come il graffitismo sono da citare per una ripresa in chiave esistenziale dell’automatismo psichico. Ma per capire i processi che il Nostro ha maturato, c’è da dire che ad orientarlo o ad ispirarlo più che un determinato autore o indirizzo è un insieme di esperienze e di situazioni che imprevedibilmente affiorano a flusso di coscienza. Certi flash che fanno luce nella sua mente richiamano perfino Turner, sulla cui pittura Marchesini ha meditato nel proficuo soggiorno londinese. Il suo atto creativo si misura con una pittura gestuale, materica, immediata, dove la macchia di colore e il segno trepido diventano esperienze interiori che si soggettivizzano ad umore di chi ha davanti a sé la loro evidenza visiva immergendosi in essa. Il modo in cui la materia è stesa sulla tela crea un movimento ora composto ora violento, strisce di colore trasparente o denso si rincorrono e si sovrappongono, si incurvano e si mischiano. La qualità fisica dell’impasto e i diversi tempi di sedimentazione fanno sì che la luce si rifletta generando l’intensità emotiva dei contrasti di colore. Nell’uso dei materiali (tempera, acrilico, smalto, gesso, polvere di metallo) l’artista è libero da ogni inibizione formale. Ad ogni forma di espressione intellettualistica e cerebrale impone un’arte che esprime direttamente le emozioni e la vita. Il 2003 segna il passaggio da una pittura di superficie, in cui il segno sinuoso si svolgeva immettendo la categoria di tempo – quello di una personale percezione –, ad una pittura fortemente materica, i cui elementi vanno dall’immaginario dei CoBrA all’automatismo surrealista, dalla violenza gestuale dell’Informale alle deformazioni impetuose dell’Espressionismo. Ad una dimensione contemplativa resa con controllata gestualità subentra una visione impulsiva caratterizzata da una tavolozza scoppiettante. In alcune tele di grandi dimensioni, plasmate con tattile sensibilità, si sprigiona una tale energia che il colore schizza via con il ritmo incalzante di un’improvvisa folgorazione. In altre, l’ampia circonvoluzione del gesto imprime un largo respiro alla composizione. Ciò fa presagire altri sviluppi e nuove conquiste. (Giuliano Menato - Ottobre 2012)

Pisacane Arte 09-06-2014

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